La fenice democristiana

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La fenice democristiana

In questi giorni, si sta svolgendo le ennesimo tentativo di ridare vita alla Democrazia Cristiana sulla base delle note sentenze relative alla nullità dello scioglimento del partito per iniziativa allora degli organi dirigenti, ma non di un congresso, che sarebbe stato l’unico abilitato a compiere un atto così importante. Ripetendo un copione già scritto e praticato qualche anno fa, si fanno appelli ai superstiti del tesseramento del 1992 e si istituiscono commissioni per le materie più disparate, da collocare in una nuova piattaforma programmatica. C’è il fondato timore che anche questo tentativo si risolva in un nulla di fatto, a prescindere che i promotori abbiano fortuna nell’affrontare e superare tutti i passaggi per la ricostituzione della DC ed evitare, allo stesso tempo, che tutto si riduca a un coagulo di velleità e di nostalgie. Quel che sfugge a questi amici impegnati in quest’opera di rianimazione è che da quella decisione fatale di più di 20 anni fa sembra trascorso non più un periodo notevole, ma secoli. Tanto è mutato, in peggio il quadro politico, l’evoluzione dell’economia, l’organizzazione del lavoro e della produzione, la forza, che pareva inesauribile, dello stato sociale. Ne il mondo cattolico, che fu luogo e fucina della classe dirigente democratica cristiana, ha mostrato una qualche nostalgia per quel tempo, ma anzi ha parlato e parla di un generico nuovo impegno dei cattolici sul terreno della politica, come seme che possa nutrire di valori le formazioni politiche in campo, senza alcuna velleità di egemonia. E c’è poi da considerare quanto la DC sia nutrisse del libero supporto di una serie di movimenti e di realtà operanti nel sociale, nel mondo della cultura e dell’associazionismo, a cominciare , tanto per fare l’esempio, dalla Coldiretti, dalla Acli e dalla stessa Cisl. Purtroppo decenni di disattenzioni e di diaspra di tanti cattolici operanti in politica, hanno profondamente inciso sulla fisionomia dei tutti questi movimenti, liquidando ogni tentazione di impegno politico ed esaltando invece la sola dimensione del sociale, comprendendola in esso anche la forte realtà del volontariato. A questa situazione, mutata in negativo negli ultimi mesi per il fallimento del disegno di Renzi di fare del Pd un luogo del incontro di classi ed aspirazioni diverse e il ripiegamento da parte del centro destra su temi nazionalistici ed identitari, potrebbe certo far fronte, solo se fosse possibile, un grande partito di ispirazione cristiana, vitale e propositivi anche sulla base della pastorale di Papa Francesco . Per ora ci sono solo da registrare poche iniziative tendenti ad aumentare l’influenza dei cattolici e gli schieramenti gai costituiti e in esso si iscrive anche l’iniziativa di Rivoluzione Cristiana.