Le lenti truccate dell’UE

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Le lenti truccate dell’UE

Stando alle parole e ai comportamenti di vari responsabili dell’Unione Europea, sembra che stiano tutti lavorando per influenzare le vicine elezioni politiche in Italia in favore dei movimenti populisti, a cominciare dal partito di Grillo che è di gran lunga il più forte e pericoloso.

Solo così possono spiegarsi, ma nel segno di un senso di stanchezza e di fastidio per le questioni italiane, la trasparente ipocrisia con la quale è stata respinta la richiesta del Comune di Milano di riaprire il fascicolo della scelta della sede dell’Agenzia Europea del farmaco, ad Amsterdam.

Una scelta effettuata con una procedura risibile, definita ora irrevocabile, nonostante che nella città olandese sia mancato ogni rispetto delle prescrizioni del bando: infatti nulla è pronto nei termini indicati, ad eccezione di un cantiere fangoso fermo agli scavi preliminari e dove si aggirano pochi operai.

Un nulla, o quasi, rispetto alla disponibilità milanese del grattacielo del Pirellone: una disponibilità immediata ma non riconosciuta, e sulla quale dovrà ora pronunciarsi, per iniziativa del suo presidente, il Parlamento europeo.

Ancora più gravi le grandi manovre per sostituire, alla scadenza, 2019, Draghi alla testa della BCE. Si sta infatti profilando un chiaro disegno, messo a punto da un asse franco-tedesco-spagnolo, per rendere l’Italia assente o marginale nel futuro assetto della Banca Europea.

Preoccupante, infine, la ruvidezza con la quale il Presidente della Commissione Europea, Junker, ha evocato il rischio di instabilità politica ed istituzionale per il nostro Paese in conseguenza di un risultato non chiaro del passaggio elettorale.

Ben altro -c’è da osservare- è stato il modo di porsi dello stesso Junker per la lunga crisi tedesca, non ancora risolta e conseguente alle elezioni ormai datate, e delle fibrillazioni del Governo spagnolo, che si regge su margini esigui e che deve misurarsi con la mina dell’indipendentismo catalano.